
Il laboratorio è impegnato in pratiche sostenibili. Le sue creazioni fondono tecniche artigianali tradizionali (scultura, pittura a pigmento) con la consapevolezza ecologica, privilegiando materiali riciclabili. Polistirene estruso, legno, gesso e calce vengono trasformati per creare decorazioni durature, dimostrando che l'arte può anche essere ecosostenibile.

La scuola italiana
Sebbene autodidatta, Franck Di Luca crede che l'apprendimento non finisca mai. Nel 2025 ha intrapreso un percorso di formazione tecnica avanzata con Corrado Manzoni e ha mantenuto i contatti con Maurizio De Benictis, entrambi rinomati maestri presepiali italiani. Questo dialogo continuo con le scuole di pensiero provenzale, napoletana e poi italiana gli ha permesso di affinare il suo lavoro con texture e volumi. Non cerca solo di costruire, ma di far parlare la pietra, ricercando il realismo architettonico che caratterizza i presepi più belli.

Una base leggera e scolpita funge da struttura portante per ogni pezzo. In linea con la tradizionale lavorazione artigianale delle materie prime, la base è rivestita con gesso e intonaco per ricreare la grana minerale della pietra, mentre il legno viene utilizzato per strutturare gli elementi di giunzione. Questa ricerca di autenticità si estende alla colorazione: la stratificazione di pigmenti naturali e terre ocra crea una vera e propria patina del tempo. Questa composizione materica e realistica richiede un'attenta manipolazione per preservare la delicata natura dell'opera.

L'architettura della scenografia si basa su una tecnica complementare, ereditata dall'arte presepiale tradizionale. Mentre la modellatura garantisce la precisione di alcuni elementi, i volumi principali sono scolpiti e incisi a mano. Questo approccio consente la manipolazione della prospettiva e la creazione di texture studiate per catturare la luce, alla maniera dei maestri artigiani di un tempo. È questa combinazione di rigore costruttivo e vivacità dei materiali che conferisce a ogni scena la sua profondità e il suo carattere realistico, ben lontano dall'uniformità industriale.